Weekend con vela

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Questo weekend (20 e 21 ottobre 2018) abbiamo partecipato alle prime lezioni del corso di Vela. Ci siamo incontrati alle 9:00 davanti alla sede dell’Arca di Noè (via Beltrami Scalia, Rebibbia) e siamo saliti sul furgone (non ricordo la marca). Il primo giorno eravamo in 5 studenti e 3 istruttori. Erano presenti Io, Francesco Saverio, Stefano, Ilaria Carloni e Giovanna. Gli Istruttori si chiamavano Marco, Stefano e Nunzia. Dopo un’oretta di strada, raggiunto il Porto di Ostia siamo scesi dal furgone e ci siamo diretti al molo I (India) all’ormeggio 495.

La barca era Cyclades 50.4 francese prodotto dalla Beneteau denominato Kate. Il motore visibile era un motore Suzuki nipponico. La barca era di colore bianco. Ci togliemmo le scarpe. Io mi misi dei calzini anti-scivolo marroni. Ci mettemmo a scattare delle foto. Dopo un paio di manovre, lasciammo il porto e ci dirigemmo in mare aperto. Dopo aver spento il motore, il timone venne affidato a Stefano (studente). Ci vennero spiegate delle lezioni sul vento e sull’uso del Windex. Dopo un pó mangiammo. Il timone venne affidato a me, ma essendo fermi, rinunciai e andai a mangiare con gli altri. Ci diedero delle pizze rosse. Io mangiai anche un panino e un parmigiano.

Pessima scelta.

Sentí un malore allo stomaco, che duró fino a quando non scendemmo a terra. Per calmare il malore mi sdraiai, un pó dappertutto.

Mi sdraiai persino a prua.

Fecero un paio di virate, quindi il mio compito divenne quello di restare sdraiato mentre il fiocco si muoveva sopra di me.

Mentre tornavamo, presi il controllo del timone.

“Il Capitano” Marco fece una classifica. Il migliore fu Ilaria. Mentre gli ultimi furono me, che fui accusato di pigrizia e Francesco che fu accusato di pigrizia e loquacitá.

Tornammo al porto e ci diriggemmo al bar.

Prendemmo dei gelati. Io presi un cono da 2€, ai gusti Fiordilatte e Arancia Rossa.

Dopo aver finito i gelati, risalimmo sul furgone. Quella volta ci riportarono tutti a casa. Giovanna peró durante il percorso si sentí male e vomitó.

Il giorno dopo, facemmo un’altra lezione di vela, ma senza Giovanna. Questa volta io fui piú attivo. Cazzai e mollai. E tolsi anche un galleggiante. A Ilaria fu affidato il timone e le cantammo la canzone “Tanti auguri”. Dopo che il timone fu affidato a Stefano, ci dirigemmo in mare aperto. Dopo che il “Capitano” rimarcó che Stefano era il migliore timoniere, feci notare che era normale poichè era affidato la maggior parte del tempo a lui (senza offesa Stefano). Allora fecero pilotare me. Sentí la spinta della barca e il vento. Poi tornammo al porto. Dopo esserci avvicinati alla costa e aver lasciato il timone a Francesco, andai a mangiare una fetta di pizza bianca. Quando ormeggiammo, iniammó a preparare la pasta. Era una ricetta molto famosa. Spaghetti aglio, olio e peperoncino. Ci eravamo concordati il giorno prima di portare: Io l’aglio, Francesco il peperoncino e Stefano gli spaghetti. Iniziammo a cucinare. Io e Francesco tagliammo l’aglio, mentre Stefano faceva bollire l’acqua. Poi tagliammo il peperoncino. Dopo aver preparato le basi arrivó Marco a criticarci. Ci disse che stavamo cucinando male. Poi apparecchiammo. Tagliai un pó di Parmigiano per chi lo volesse. Mangiammo con gusto. La pasta era perfettamente al dente. Era piccante e “paralizzava” la bocca, ma questo era lo scopo. Marco si lamentó del fatto che la pasta era troppo piccante e sciapa, ma notai che la pasta nel suo piatto sparí completamente. Poi mangiammo una torta, dopo aver fatto altri auguri a Ilaria. Dopo aver mangiato, sparecchiato e pulito, Stefano (Istruttore)  ci diede una lezione sulle carte nautiche. Imparammo come calcolare la distanza e il tempo di una traversata. Imparammo che 1 miglio marino misura 1762 METRI. Dopo aver sceso dalla barca, risalimmo sul furgone.

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